Gran Premio d'Italia 2012


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Racconto e analisi della Regata:

DNF – Non possiamo parlare di sfortuna: entrambi i problemi che hanno causato lo “stallo” agonistico prima e il ritiro in seguito erano noti e le soluzioni che abbiamo potuto approntare in tempo per questa regata con il budget disponibile non ci hanno consentito di fare, questa volta, un buon risultato.

Resta fermo il valore di un ottimo allenamento, in condizioni davvero dure, una gestione della regata comunque al massimo delle nostre possibilità e la preziosa esperienza accumulata che porta certamente ancora più avanti lo sviluppo del progetto.

Partenza: Buona!, giriamo trai i primi la boa di disimpegno e al lasco facciamo una rotta più a Est del gruppo principale per star fuori dai rifiuti della flotta. Cominciamo subito a guadagnare e dalla prima strambata, incrociando la flotta, fino al tardo pomeriggio siamo ben posizionati, tanto da poter leggere ben chiaramente “keylog” sullo spi della barca leader in quel momento poco davanti a noi e tenere nella scia molte delle barche che hanno ben concluso questa regata… Primo problema: l’autopilota. Il sistema di calcolo del vento reale va in tilt poco dopo la partenza. Da sempre vorrei averne 2 per ridondanza, è uno strumento delicato… purtroppo l’unico che abbiamo a bordo si guasta e senza questo dispositivo la regata è per noi inevitabilmente compromessa.

Mi spiego meglio: siamo in due a bordo, ma nel nostro caso Alberto, che è un velista esperto, atleta formidabile su altri tipi di imbarcazione non è “interscambiabile” con Federico nella gestione di un Mini 650. Senza un autopilota efficiente è come avere una persona in meno a bordo e lo skipper deve a quel punto incrementare l’attività in coperta e soprattutto al timone passando dal 10% al 70% del tempo trascurando necessariamente il resto: togliendo attenzione alla gestione generale della regata e, più grave, perdendo la sua fondamentale prerogativa di presenza vigile, costante, per intervenire tempestivamente nell’analisi tattica e cambi di vele, come in solitario, in qualsiasi momento delle 24 ore, esattamente come abbiamo ben fatto nella regata precedente.

Sono rimasto ininterrottamente in coperta fino al tardo pomeriggio e, dopo un brevissimo riposo, tutta la notte del primo giorno in condizioni ambientali difficili a causa della pioggia e sottoponendomi ad un lavoro molto intenso per sfruttare tutte le rotazioni del vento sul margine dei groppi temporaleschi con continui cambi vele per non perdere posizioni nella speranza che eseguendo le procedure di ripristino e riconfigurazione l’autopilota tornasse a funzionare… niente da fare! Esausto, a partire da quel momento, qualche miglio prima di raggiungere Capraia, la gestione della regata è cambiata radicalmente. Abbiamo perso il gruppo di testa, ma abbiamo comunque mantenuto un buon passo rimanendo in regata nonostante le condizioni meteorologiche impegnative grazie ad un impegno e un sacrificio davvero, posso dirlo, fuori dal comune!

Epilogo:
Dalla mattina del mercoledì un bollettino meteo annuncia vento molto forte e mare agitato nel mar Ligure per la notte successiva. Abbiamo avuto vento forte per buona parte del percorso, ma il bollettino parla in questo caso di “Burrasca Forte”, l’ottavo grado della scala Beaufort. Si tratta di condizioni molto impegnative: nelle cronache di questi giorni potrete leggere dei diversi incidenti accaduti in mare in quei giorni nel mar Ligure. Per un Mini 650 ben organizzato, con due persone esperte d’equipaggio la burrasca è affrontabile nonostante il nostro problema con l’autopilota e la fatica accumulata, ma in questo caso avevamo un ulteriore problema: il timone destro! Le nuove pale e il sistema di cerniere più robusto ordinato al cantiere francese non sono stati ancora completati, e la pala attualmente installata sul lato di destra ha subito già due riparazioni, l’ultima poche settimane prima e mostra già una piccola crepa sotto la cerniera inferiore! Il lato destro per un vento di Ovest e una rotta Nord è quello di sottovento. Con vento oltre 40 nodi e onde di 4 metri non potevamo avventurarci colpevolmente consapevoli di una tale debolezza!

Vi assicuro che prendere una decisione di questo tipo, mentre la barca “vola” perfettamente in assetto con lo SPI a oltre 8 nodi verso Capraia, è davvero difficile. 10 in tutto, circa la metà, le imbarcazioni ritirate durante la regata, + 4 rinunce tra le imbarcazioni iscritte.

E’ stata dura, ma dopo aver con sacrificio completato l’80% del percorso siamo costretti a ritirarci dalla gara dirigendo presso il cantiere dove potremo sostituire i timoni e la componente dell’autopilota guasta.

In rotta verso Portoferraio incontriamo gli amici dello YCI a bordo di “Indomabile Pensiero”: un bellissimo sloop di 20 metri impegnato nell’assistenza alla regata che come noi cerca riparo dalla burrasca in arrivo mentre l’ammiraglia “Grampus” è già al riparo nel marina dell’isola di Capraia!

Ringrazio Alberto per il contributo e l’impegno e Daniele Bonfiglio per la cronaca in diretta della regata.

Ringrazio il comandate Luca e l’equipaggio dell’Indomabile per la cortese ospitalità e dell’assistenza offerta per il traino in porto e successivamente in cantiere della nostra imbarcazione nonostante anche loro fossero provati dalle difficili condizioni affrontate in mare.

Ringrazio ASA: il completo in lana merino che ci ha fornito si è confermato davvero ottimo in queste condizioni, e Solbian: abbiamo potuto verificare come, diversamente da quanto avrei immaginato, i pannelli con cellule fotovoltaiche di tipo monocristallino mantengano una buona efficacia anche in presenza di copertura nuvolosa!

Un ringraziamento speciale allo Yacht Club Italiano, al suo presidente, i soci e il personale della sede nautica. Andando ben oltre l’impegno legato alla organizzazione di questa regata lo YCI offre mezzi, risorse e ospitalità agli atleti della classe Mini 650. Personalmente ho largamente approfittato della sede nautica del Club approfittando della preziosa ospitalità per tutto l’inverno incontrando sempre una straordinaria disponibilità che si è di fatto configurata come un sostegno davvero concreto e preziosissimo al mio progetto sportivo.

Federico Cuciuc

Segue la cronaca della regata.
Mercoledì 18 aprile ore 2130. Il ritiro: racconto di Federico. Regata dal meteo molto impegnativo: purtroppo pochi minuti dopo la partenza l'autopilota NKE smette di funzionare, dopo alcuni reset tornano in linea solo la metà delle funzioni dell'importantissimo strumento. L'autopilota in equipaggio ridotto è fondamentale, mentre tu fai la tattica e il tuo coequipier dorme, lui timona, senza di lui non si dorme, e si può ragionare molto, molto meno.
Per le prime 24, sempre al timone, riusciamo a non perdere di vista il gruppo di testa, nonostante il lavoro frenetico imposto dai groppi di pioggia e vento disseminati nel Ligure, poi da Capraia la stanchezza causata dal super lavoro ci impone ritmi meno serrati nei cambi di vele, perdiamo posizioni su posizioni: l'obiettivo diventa "completare la regata", anche a costo di "soffrire" oltre il normale.
Purtroppo oggi il bollettino meteorologico "meteomar" ci informa questa mattina di un Beaufort 8 nel mar ligure, il gruppetto di testa la passa liscia, a me sarebbe toccato il peggio: vento fino a 40 nodi e onde oltre quattro metri. Si potrebbe fare tutto, ma ho scelto di non correre (e far correre ad Alberto) rischi, eravamo davvero stanchi: è già una attività abbastanza pericolosa!

Mercoledì 18 aprile ore 1630. Ho appena ricevuto una telefonata da Federico, che si trova a Portoferraio (isola d'Elba). Purtroppo ha dovuto ritirarsi. Il problema è stato questo: fin dal momento della partenza, una componente del famoso pilota automatico ha smesso di funzionare, nonostante fosse stato recentemente revisionato a caro prezzo. Questo ha costretto i due membri dell'equipaggio a stare al timone quasi tutto il tempo. Nonostante tutto sono riusciti ad arrivare fino all'Elba; ma le previsioni per le prossime ore prevedono vento molto forte, e dopo tre giorni e tre notti senza sonno non sarebbe stato saggio continuare. Bisogna anche aggiungere che qualche tempo fa si era rotto uno dei due timoni della barca, e quello di ricambio non è ancora arrivato: per cui la navigazione è avvenuta finora con un timone incollato, nel quale si sta riaprendo una piccola crepa. Non sono le condizioni giuste per affrontare il vento forte. Speriamo in una maggior fortuna per la prossima regata.

Martedì 17 aprile ore 930. Stamattina la situazione della flotta era quella che prevedevamo ieri: una lunga processione, con gli ultimi sempre più distanti dai primi. La notte è trascorsa di bolina con vento piuttosto forte. Funziona così: si regolano le vele, si spostano tutti i pesi della barca in modo da ottenere il miglior equilibrio possibile (si chiama "matossage"), poi si regola il pilota automatico.
Questa ultima operazione è forse la parte più difficile. Il pilota automatico che viene usato, che si chiama NKE, ha moltissime potenzialità, ma è stato probabilmente progettato da un team di ingegneri esperti di occultismo e appassionati di magia nera. Ci sono decine di numeretti da inserire, per ogni opzione, e il risultato finale è abbastanza imprevedibile. Federico mi ha confidato di aver impiegato un anno per riuscire ad ottenere le stesse prestazioni andando verso destra o verso sinistra.
Sistemato il pilota, se il vento rimane costante, come più o meno è stato nelle ultime ore, a bordo non resta che sopravvivere. La bolina è adrenalinica e molto scomoda: barca inclinata, rollio, botte sulle onde, spruzzi. In questa situazione gli equipaggi più adattati alla vita a bordo saranno riusciti a cucinare, dormire e ragionare di strategia, mentre qualche altro poveraccio avrà passato la notte con la nausea da mal di mare.
Nelle prossime ore il vento potrebbe favorire i ritardatari (fra cui il nostro eroe): chi è più indietro potrebbe ricevere più vento, e meno contrario, avendo per qualche ora l'opportunità di recuperare. Seguirà un periodo di calma, che potrebbe ulteriormente scombinare la classifica. Ci aggiorniamo presto.

lunedì 16 aprile ore 1430. due giorni dall'inizio della regata, i tre gruppi di barche di cui parlavo ieri si sono sfilacciati in una lunga processione. La nottata passata vicino alla Corsica ha rimescolato un po' le carte, perché lì il vento è molto variabile, e come nota il sito ufficiale abbiamo assistito a brusche accelerazioni di alcune barche, mentre altre, distanti solo poche miglia, si sono trascinate a velocità ridotta. I primi hanno girato la boa della Caletta, e sono ora diretti verso Giannutri.
Le cose non stanno andando bene a Federico: non è riuscito a recuperare lo svantaggio iniziale, causato dal non avere lo spinnaker adatto per il vento che c'era ieri, ed ora è fra gli ultimi. Se le previsioni stanno indovinando, gli umori di Eolo tenderanno ad esasperare ulteriormente le distanze, perché nei prossimi giorni il vento cambierà favorendo chi è più avanti.
La nottata di oggi è sicuramente stata molto dura; gli equipaggi avranno dovuto inseguire continuamente il vento variabile, e saranno probabilmente restati senza sonno ed al lavoro. Continuate a seguirci!

Domenica ore 15. A 26 ore dall'inizio della regata, la situazione generale è questa: vento impegnativo e onde hanno diviso i partecipanti in tre gruppi.Delle 22 barche ancora in gara (ci sono stati due ritiri) sei sono molto più avanti delle altre; poi c'è il gruppo centrale di 10, a cui appartiene Federico, e infine altre 6 barche in posizione più arretrata.La distanza fra i tre gruppi potrebbe aumentare nel tempo, perché le rotazioni del vento favoriranno chi è più avanti. La barca di Federico sta al momento facendo una prestazione meno brillante che nell'ultima regata. Questo era abbastanza previsto: l'attrezzatura a disposizione è adeguata per un vento medio, ma non altrettanto per quello forte che si è presentato fino ad ora. Purtroppo le ristrettezze economiche hanno impedito l'acquisto di vele migliori per il vento forte. Si dà il meglio con quello che ci si può permettere... Nelle prossime ore il vento, inizialmente a favore ed ora al traverso o contrario dovrebbe diminuire di intensità e ruotare gradualmente. Queste condizioni saranno più favorevoli alla potenzialità della barca di Federico; se farà le giuste scelte tattiche (vi ricordo che a bordo non ha un computer con il meteo) potrà guadagnare posizioni. Continuate a seguirci!

Potete anche farvi un'idea delle posizioni tramite il link al tracking qui sotto (che ora è corretto), ma tenete presente che i dati non sempre sono aggiornati. La nostra barca è la 4.

Tracking satellitare: http://www.sgstracking.com/livetrack/gpi2012.php


Sabato 14 aprile, alle ore 11.00 avrà inizio il Grandr Prix 6.50:
regata d’altura en double riservata alla flotta dei Mini 6.50.

Gran Prix d’Italia - doppia - 540 nm
Genova – Capraia – La Caletta – Genova
14 – 22 Aprile 2011

Minimi i supporti tecnologici a disposizione, sonno, stanchezza e confort spartano a bordo: questi gli ingredienti di una regata che vede i Ministi impegnati in un percorso di 540 miglia, che da Genova li porterà a navigare fino Capraia, per proseguire verso Caletta in Sardegna, risalire verso Giannutri e tagliare la linea d’arrivo a Genova.

Questa regata è un unicum fra le competizioni di vela d’altura organizzate in Italia. Dalla sinergia, ormai consolidata, fra lo Yacht Club Italiano in persona del suo Presidente Carlo Croce e la Classe Mini 6.50 Italia, anche quest’anno le acque del Mediterraneo vedranno sfidarsi equipaggi di diverse nazionalità in un percorso ricco di bellezze paesaggistiche e condizioni meteo impegnative.

Federico, a bordo di ITA556, sarà della partita affiancato questa volta dal giovane Alberto Baccari al posto del più esperto Stefano Paltrinieri con cui abbiamo corso la regata precedente. Segui la regata in diretta sul web!

Segui la regata in diretta!

Sito della regata: http://www.gpi-mini650.com

Tracking satellitare: http://www.sgstracking.com/livetrack/gpi2012.php
 

Commenti  

 
0 #1 roberto pendibene 2012-04-12 12:39
A la bonne chance .
Nel senso vedi di farli neri con l' NKE che funziona ti puio permettere di tutto .

RP.
 
 
0 #2 Maria filippi 2012-04-13 15:50
bravo Federico! Bella competizione e buona fortuna!M.F.
 
 
0 #3 pierangela 2012-04-13 21:59
in bocca al lupo Federico!!! spero che la tua tenacia, la tua serietàed il tuo amore per il mare e per ITA 556 verranno premiati!!!!
 
 
0 #4 zanforlini 2012-04-22 08:12
l'uomo saggio sa quando è il momento di fermarsi. ci saranno in futuro molti altri successi.
 
 
0 #5 Enrica Amaducci 2012-04-23 15:03
Siete stati bravi ad accettare, senza scoraggiarvi,la realtà anche deludente. E' solo così che si può andare avanti ... e non solo in mare. Enrica
 

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