| Avaria in mare! |
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Piccolo incidente per ITA 556. Venerdì 9 marzo Federico è partito da Genova per trasferire in solitario l’imbarcazione a Talamone: 160 miglia, circa 24 ore di navigazione. Le previsioni meteorologiche per il venerdì notte e il sabato promettevano venti favorevoli, ma sostenuti, quindi un’ottima occasione per verificare la preparazione dell’imbarcazione e l’elettronica di bordo. Qualche miglio dopo Livorno, navigando al traverso con 27-33 nodi di vento da NE, a circa 8 nodi di velocità, a causa di un impatto con un oggetto galleggiante, viene troncato di netto il timone destro, quello di sottovento. Ecco il racconto di Federico: Quando le previsioni meteorologiche sono così severe l’equipaggio è sempre un po’ nervoso prima della partenza. Si osservano a lungo bollettini diversi confrontando le informazioni, verificando ogni piccola differenza e ragionando sulle diverse opportunità: Naturalmente è possibile rinunciare alla partenza, ma nel nostro caso venti da 20 a 25 nodi e raffiche a 30 o poco più nell’andatura di traverso, sottocosta, con al massimo poco più d'un metro d’onda... condizioni di questo tipo rappresentano un’ottima opportunità: un’opportunità da non lasciarsi sfuggire. Si tratta di condizioni certamente impegnative, ma che in regata possono fare la differenza tra un equipaggio e una imbarcazione ben preparati oppure no. Sono partito alle 13.00 circa e ho navigato non molto distante da costa seguendo la rotazione del vento mantenendo così un’andatura più o meno costante che mi ha consentito di passare gran parte del tempo sottocoperta facendo una navigazione comoda e veloce, davvero poco impegnativa. Salivo in coperta solo per verificare il traffico di tanto in tanto o controllare la regolazione delle vele. Durante la notte il vento è aumentato, ma allargando leggermente l’andatura. Con l’aumentare della velocità la cabina diventa un luogo “rumoroso”: frequentemente un’onda più grande colpisce il leggerissimo scafo facendo un gran botto!, alle sette del mattino, mentre riposavo ascoltando un po’ di musica con il mio IPOD la barca ha improvvisamente cominciato a venire all’orza e nonostante l’intervento del sistema di timoneria automatica non riusciva a tornare in rotta… Non c’è voluto molto per comprendere la causa del problema! Uno dei due timoni è troncato di netto! Con raffiche a oltre 30 nodi, il solent e la randa con due mani il timone rimasto esce talmente fuori dall’acqua da non permette il governo dell’imbarcazione. Ammaino e assicuro la randa in coperta riuscendo così a poggiare e mettere l’imbarcazione in assetto. E’ chiaro che non posso arrivare a Talamone in queste condizioni, e… a meno di non smontare e rimontare tutto il sistema di timoneria, operazione piuttosto complicata su questa imbarcazione con queste condizioni meteo-marine, non posso accostare in nessun modo verso terra! Fortunatamente l’isola d’Elba, distante circa 30 miglia, è abbastanza sottovento da poter essere raggiunta! In realtà solo qualche ora più tardi, scongiurata una cattiva ulteriore rotazione a Est del vento, posso esserne sicuro! Avviso la Capitaneria di Porto (che ringrazio per la disponibilità e cortesia), ma grazie ad una ulteriore provvidenziale rotazione e calo di intensità del vento posso entrare nella rada di Portoferraio e prendere l’ormeggio in sicurezza e totale autonomia nonostante il timone spezzato. Una volta a terra non c’è tempo per riposare!, non un minuto da perdere: comincia un altro duro lavoro! Bisogna riparare il timone in tempo per la regata. Mentre scrivo questo resoconto il timone è già pronto (ringrazio il Signor. Alessandro Bruno dello YCI per il generoso aiuto offerto) e aspetta solo di essere installato nuovamente a bordo per completare il trasferimento dell’imbarcazione. Più avanti verrà installato un nuovo diverso sistema di cerniere che permette più facilmente di sostituire i timoni in navigazione, soluzione che avevamo già in progetto per le più impegnative regate in oceano insieme a dei nuovi timoni più robusti e un ulteriore sistema di collegamento per il secondo autopilota, altro delicatissimo ed importate elemento, che stiamo facendo realizzare dal cantiere bretone Maree Haute.
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Commenti
Altri grandi navigatori hanno riscontrato lo stesso problema, la fragilità di un elemnto indispensabile, spero abbia trovato la soluzione al problema. nel fratempo in culo alla balena.
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