DNF – Non possiamo parlare di sfortuna: entrambi i problemi che hanno causato lo “stallo” agonistico prima e il ritiro in seguito erano noti e le soluzioni che abbiamo potuto approntare in tempo per questa regata con il budget disponibile non ci hanno consentito di fare, questa volta, un buon risultato.
Resta fermo il valore di un ottimo allenamento, in condizioni davvero dure, una gestione della regata comunque al massimo delle nostre possibilità e la preziosa esperienza accumulata che porta certamente ancora più avanti lo sviluppo del progetto.
Partenza: Buona!, giriamo trai i primi la boa di disimpegno e al lasco facciamo una rotta più a Est del gruppo principale per star fuori dai rifiuti della flotta. Cominciamo subito a guadagnare e dalla prima strambata, incrociando la flotta, fino al tardo pomeriggio siamo ben posizionati, tanto da poter leggere ben chiaramente “keylog” sullo spi della barca leader in quel momento poco davanti a noi e tenere nella scia molte delle barche che hanno ben concluso questa regata…
Primo problema: l’autopilota. Il sistema di calcolo del vento reale va in tilt poco dopo la partenza. Da sempre vorrei averne 2 per ridondanza, è uno strumento delicato… purtroppo l’unico che abbiamo a bordo si guasta e senza questo dispositivo la regata è per noi inevitabilmente compromessa.
Mi spiego meglio: siamo in due a bordo, ma nel nostro caso Alberto, che è un velista esperto, atleta formidabile su altri tipi di imbarcazione non è “interscambiabile” con Federico nella gestione di un Mini 650. Senza un autopilota efficiente è come avere una persona in meno a bordo e lo skipper deve a quel punto incrementare l’attività in coperta e soprattutto al timone passando dal 10% al 70% del tempo trascurando necessariamente il resto: togliendo attenzione alla gestione generale della regata e, più grave, perdendo la sua fondamentale prerogativa di presenza vigile, costante, per intervenire tempestivamente nell’analisi tattica e cambi di vele, come in solitario, in qualsiasi momento delle 24 ore, esattamente come abbiamo ben fatto nella regata precedente.
Sono rimasto ininterrottamente in coperta fino al tardo pomeriggio e, dopo un brevissimo riposo, tutta la notte del primo giorno in condizioni ambientali difficili a causa della pioggia e sottoponendomi ad un lavoro molto intenso per sfruttare tutte le rotazioni del vento sul margine dei groppi temporaleschi con continui cambi vele per non perdere posizioni nella speranza che eseguendo le procedure di ripristino e riconfigurazione l’autopilota tornasse a funzionare… niente da fare! Esausto, a partire da quel momento, qualche miglio prima di raggiungere Capraia, la gestione della regata è cambiata radicalmente.
Abbiamo perso il gruppo di testa, ma abbiamo comunque mantenuto un buon passo rimanendo in regata nonostante le condizioni meteorologiche impegnative grazie ad un impegno e un sacrificio davvero, posso dirlo, fuori dal comune!
Epilogo:
Dalla mattina del mercoledì un bollettino meteo annuncia vento molto forte e mare agitato nel mar Ligure per la notte successiva. Abbiamo avuto vento forte per buona parte del percorso, ma il bollettino parla in questo caso di “Burrasca Forte”, l’ottavo grado della scala Beaufort.
Si tratta di condizioni molto impegnative: nelle cronache di questi giorni potrete leggere dei diversi incidenti accaduti in mare in quei giorni nel mar Ligure. Per un Mini 650 ben organizzato, con due persone esperte d’equipaggio la burrasca è affrontabile nonostante il nostro problema con l’autopilota e la fatica accumulata, ma in questo caso avevamo un ulteriore problema: il timone destro! Le nuove pale e il sistema di cerniere più robusto ordinato al cantiere francese non sono stati ancora completati, e la pala attualmente installata sul lato di destra ha subito già due riparazioni, l’ultima poche settimane prima e mostra già una piccola crepa sotto la cerniera inferiore! Il lato destro per un vento di Ovest e una rotta Nord è quello di sottovento. Con vento oltre 40 nodi e onde di 4 metri non potevamo avventurarci colpevolmente consapevoli di una tale debolezza!
Vi assicuro che prendere una decisione di questo tipo, mentre la barca “vola” perfettamente in assetto con lo SPI a oltre 8 nodi verso Capraia, è davvero difficile.
10 in tutto, circa la metà, le imbarcazioni ritirate durante la regata, + 4 rinunce tra le imbarcazioni iscritte.
E’ stata dura, ma dopo aver con sacrificio completato l’80% del percorso siamo costretti a ritirarci dalla gara dirigendo presso il cantiere dove potremo sostituire i timoni e la componente dell’autopilota guasta.
In rotta verso Portoferraio incontriamo gli amici dello YCI a bordo di “Indomabile Pensiero”: un bellissimo sloop di 20 metri impegnato nell’assistenza alla regata che come noi cerca riparo dalla burrasca in arrivo mentre l’ammiraglia “Grampus” è già al riparo nel marina dell’isola di Capraia!
Ringrazio Alberto per il contributo e l’impegno e Daniele Bonfiglio per la cronaca in diretta della regata.
Ringrazio il comandate Luca e l’equipaggio dell’Indomabile per la cortese ospitalità e dell’assistenza offerta per il traino in porto e successivamente in cantiere della nostra imbarcazione nonostante anche loro fossero provati dalle difficili condizioni affrontate in mare.
Ringrazio ASA: il completo in lana merino che ci ha fornito si è confermato davvero ottimo in queste condizioni, e Solbian: abbiamo potuto verificare come, diversamente da quanto avrei immaginato, i pannelli con cellule fotovoltaiche di tipo monocristallino mantengano una buona efficacia anche in presenza di copertura nuvolosa!
Un ringraziamento speciale allo Yacht Club Italiano, al suo presidente, i soci e il personale della sede nautica. Andando ben oltre l’impegno legato alla organizzazione di questa regata lo YCI offre mezzi, risorse e ospitalità agli atleti della classe Mini 650. Personalmente ho largamente approfittato della sede nautica del Club approfittando della preziosa ospitalità per tutto l’inverno incontrando sempre una straordinaria disponibilità che si è di fatto configurata come un sostegno davvero concreto e preziosissimo al mio progetto sportivo.
Federico Cuciuc
Segue la cronaca della regata.
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